Umore Vento alto: insonnia, digestione e irrequietezza
“La nozione di Vento rLung è fondamentale per qualsiasi esplorazione della mente e della coscienza, della salute e della malattia e l’aspetto sottile di questa energia vitale è la base dell’intima connessione di corpo e mente”
Ci sono periodi in cui la mente sembra non riuscire a fermarsi, il sonno diventa leggero o irregolare, la digestione perde il suo ritmo e anche il corpo sembra avere continuamente bisogno di muoversi. Nella Medicina Tradizionale Tibetana manifestazioni apparentemente diverse possono essere lette attraverso un denominatore comune: un aumento o un disequilibrio dell’umore Vento (rLung, analogo al Vata dosha ayurvedico).
Il Vento è movimento. Il problema non è il movimento in sé, indispensabile alla vita, ma ciò che accade quando questa qualità mobile diventa eccessiva e corpo e mente fanno più fatica a ritrovare quiete, ritmo e stabilità.
L’umore Vento rLung
rLung può essere tradotto come “Vento” o “energia mobile”, è composto principalmente dall’elemento aria ed è responsabile del movimento. L’umore Vento ha la stessa natura e le stesse caratteristiche del vento normale che troviamo in natura, ma il “Vento del corpo umano” è più sottile. È responsabile di tutti i movimenti interni ed esterni al corpo, dalla circolazione del sangue al movimento degli arti.
Governa le funzioni psichiche e le emozioni e si trova in tutte le parti del corpo, pur essendo particolarmente attivo nel cuore, nei polmoni, nel colon, nell’intestino tenue, nella pelle, nelle orecchie, nelle ossa, nelle articolazioni, nell’area lombo-sacrale, nella parte inferiore dell’addome e nel sistema nervoso. Sostiene la vita attraverso la respirazione, regola la mobilità e produce l’energia necessaria alla circolazione del sangue e dell’energia sottile.
La mente si accompagna all’energia del Vento sottile rLung, tradizionalmente descritta come “veicolo della mente”, che provvede all’energia per il movimento dei pensieri. Per questo, nella visione della Sowa Rigpa, corpo, mente ed energia Vento sono intimamente collegati.
Quando il Vento diventa troppo forte
Quando il Vento diventa troppo forte all’interno del corpo, la sua natura mobile, leggera e instabile può manifestarsi contemporaneamente a diversi livelli. Possono comparire agitazione, leggerezza fisica e mentale, dolori diffusi, rigidità muscolare, sensibilità al freddo, ronzii nelle orecchie, sospiri, sbadigli o tremori; la mente può diventare più sensibile e l’intero sistema corpo-mente più instabile.
Tra le manifestazioni più frequenti di un disequilibrio di Vento troviamo mente instabile, nervosismo, emotività e sensibilità, paura o insicurezza, numerosi sogni, sonno leggero o insonnia. Sul piano fisico possono comparire meteorismo, secchezza, tensione muscolare, dolori articolari e lombo-sacrali e sensibilità al vento freddo.
Vento e insonnia: quando la mente continua a lavorare
Il sonno è un bisogno fondamentale per il sistema corpo-mente. Quando prevale l’umore Vento, il sonno tende a essere leggero e irregolare. Il classico disequilibrio del sonno di tipo Vento è la difficoltà ad addormentarsi dovuta al continuo lavorio mentale, il risvegliarsi spesso durante la notte oppure molto presto al mattino e non riuscire più a riaddormentarsi.
Tra i sintomi comuni dei disturbi del sonno possono comparire l’incapacità di addormentarsi, il risveglio notturno improvviso, il pensare molto durante la notte, l’essere eccessivamente svegli e l’aumento dei pensieri proprio quando ci si corica. Stress, preoccupazioni, lavoro fisico o mentale eccessivo, parlare molto e a lungo, stimolanti, pasti irregolari o uno stomaco vuoto possono contribuire a disturbare il sonno. Nella Medicina Tibetana, inoltre, i disturbi di natura Vento sono tra i fattori che più facilmente interferiscono con la sua regolarità.
Vento e digestione: quando si perde il ritmo
La relazione tra Vento e digestione è altrettanto importante. Tra i cinque Venti principali descritti dalla Medicina Tibetana, il Vento simile al fuoco, Me Nyam rLung, risiede nello stomaco e negli intestini. Aiuta la digestione e l’assorbimento degli elementi nutritivi e trasporta l’essenza dei nutrienti in ogni parte del corpo. Anche il Vento discendente, Thur Sel rLung, che risiede e agisce nel colon e nella parte inferiore del corpo, partecipa alle funzioni di eliminazione. Quando il Vento perde il proprio equilibrio possono quindi comparire manifestazioni digestive e intestinali, tra cui meteorismo e irregolarità.
Comportamenti considerati “sbagliati”, come ad esempio mangiare e bere velocemente, lavorare a stomaco vuoto o digiuno prolungato, rimanere a lungo in ambienti freddi e ventosi, essere infelici, stressati o in ansia, avere un forte autocontrollo oppure subire pesanti pressioni psicologiche, possono disturbare facilmente uno dei cinque Venti principali: il Vento simile al fuoco (Me Nyam rLung).
Il suo disequilibrio può diventare una delle cause principali di disturbi digestivi e addominali, come ad esempio la formazione e l’accumulo di grandi quantità di aria e gas nello stomaco e nell’intestino. Un altro elemento fondamentale è la tipologia e la qualità degli alimenti consumati regolarmente.
Irrequietezza: quando il movimento non trova una pausa
Poiché rLung è responsabile del movimento, un suo eccesso può essere percepito anche come irrequietezza fisica e psichica. Il corpo può fare fatica a stare fermo, la tensione può aumentare, il bisogno di muoversi può diventare continuo e anche il pensiero può assumere la stessa qualità: rapido, mobile, continuamente sollecitato.
Nella vita quotidiana questo quadro può esprimersi come una difficoltà generale a rallentare: molte attività contemporaneamente, continui stimoli, molto parlare o pensare, pressione costante e poco spazio di recupero. Non si tratta di definire una persona attraverso un singolo comportamento, ma di osservare un insieme di segnali e la loro evoluzione nel tempo.
“Quando la mente si agita, il respiro cambia. Quando cambia il respiro, cambia anche il rLung, il principio del movimento vitale. E quando il rLung si altera, il corpo lo riflette. Così, quando il corpo ritrova equilibrio, anche la mente può naturalmente quietarsi.”
Vento, mente ed emotività
La stretta relazione tra rLung e mente spiega perché, quando il Vento è perturbato, anche l’esperienza emotiva possa diventare più instabile. La sensibilità può aumentare e possono comparire nervosismo, agitazione, maggiore reattività e cambiamenti dell’umore. Nella Medicina Tibetana un disturbo che interessa la sfera mentale può riflettersi nel flusso del Vento e, allo stesso modo, un disturbo di rLung nel corpo può avere ripercussioni sul piano emotivo e mentale. Questo non significa che una persona con molto Vento debba necessariamente essere “lunatica” o emotivamente instabile: la lettura tradizionale considera sempre la costituzione individuale, le cause, le condizioni, lo stile di vita e l’insieme dei segni presenti.
Cosa aumenta il Vento
Tra i fattori descritti nella Medicina Tibetana che possono favorire un disturbo dell’umore Vento troviamo il digiuno prolungato, lavorare a stomaco vuoto, andare a letto tardi, parlare molto, pensare molto, vivere sotto pressione continua, lo stress e la permanenza in luoghi freddi e ventosi. Anche un’alimentazione poco nutriente, cibi troppo leggeri, pochi oli e grassi e pasti irregolari possono contribuire. È facile riconoscere in questo elenco molte abitudini della vita contemporanea: ritmi veloci, stimolazione continua, pasti consumati in fretta o saltati, molte ore davanti agli schermi, poco riposo e una mente che continua a elaborare informazioni fino al momento di dormire.
Ritrovare stabilità e quiete
Per riequilibrare l’umore Vento la Medicina Tibetana lavora innanzitutto sulle qualità opposte a quelle dell’eccesso di movimento: calore, nutrimento, regolarità, riposo e stabilità.
La dieta tradizionalmente consigliata è nutriente, calda e adeguatamente oleosa; anche ambienti caldi, accoglienti e con luce soffusa, il contatto con la natura e la riduzione degli stimoli possono aiutare a calmare i sensi.
Tra le terapie esterne vengono utilizzati il massaggio con olio caldo, il Ku Nye, Hor-Me e la moxibustione su punti specifici. Per il sonno, la tradizione consiglia anche l’applicazione di olio caldo in alcune aree del corpo, mentre esercizi di respirazione dolce e regolare possono contribuire a stabilizzare il respiro e favorire uno stato di maggiore calma.
Il Gyud-shi, testo fondamentale della Medicina Tradizionale Tibetana, descrive 63 disturbi di Vento, che possono manifestarsi a livello degli organi e della mente. Secondo la tradizione, quando un disturbo di Vento diventa cronico, particolarmente intenso o permane a lungo senza essere riequilibrato, può coinvolgere più profondamente anche la sfera mentale e il srog rtsa, il cosiddetto “canale della vita”, contribuendo a manifestazioni psichiche più importanti. Anche per questo motivo, nella Medicina Tibetana viene data particolare attenzione al riconoscimento e al riequilibrio dei disturbi di Vento prima che diventino persistenti.
La Sowa Rigpa ci ricorda, inoltre, che la salute nasce dall’armonia tra corpo, energia, mente e ambiente.
Un unico movimento tra corpo e mente
L’insonnia, una digestione irregolare, l’irrequietezza fisica e una maggiore instabilità mentale possono sembrare problemi separati. La prospettiva della Medicina Tibetana invita invece a osservare il sistema nel suo insieme e a riconoscere il movimento che li collega.
La nozione di Vento rLung è fondamentale per comprendere l’intima connessione tra corpo e mente. Quando il movimento è equilibrato sostiene la vita, la respirazione, la circolazione, il pensiero e l’attività. Quando diventa eccessivo, ritrovare ritmo, calore, nutrimento e quiete può diventare una parte importante del percorso verso l’equilibrio.
