Bacopa monnieri Brahmi: quando la mente fatica a restare presente
Chiara Tansini · ottobre 2026
“Abbiamo davvero poca memoria, oppure a volte siamo troppo poco presenti per poter ricordare?”
Quante volte ci capita, nell’arco della giornata, di dire (o anche solo pensare): “Ma dove ho la testa?”, “Mi sono dimenticata…” oppure, semplicemente, di perdere il filo? Il ritmo incalzante della società moderna, definita da Zygmunt Bauman “società liquida”, può portarci a sostenere una tale velocità nelle attività, sia fisiche sia mentali, che spesso è proprio l’attenzione a non essere sufficientemente stabile perché l’esperienza stessa venga registrata.
A questo punto sorge spontanea una domanda: possiamo sostenere contemporaneamente attenzione e memoria?
Nell’ambito della Sowa Rigpa, le attività mentali, il movimento del pensiero e la capacità di mantenere l’attenzione possono essere letti anche attraverso l’azione dei tre nyes pa: Vento (rLung, affine per alcuni aspetti al Vata dosha ayurvedico), Bile (mKhris pa, Pitta) e Flemma (Bad kan, Kapha).
Volendo puntare la lente d’ingrandimento sul fenomeno della “mente dispersa”, l’attenzione si orienta soprattutto verso rLung, strettamente connesso al movimento, all’attività mentale e al flusso dei pensieri. Non vanno tuttavia dimenticate le altre qualità che concorrono all’equilibrio della mente: quelle legate all’elemento Fuoco e a mKhris pa, che sostengono acutezza e discriminazione, e quelle di Terra e Acqua associate a Bad kan, che favoriscono stabilità e capacità di permanere.
È proprio nel rapporto tra attenzione, capacità di trattenere l’informazione e memoria che incontriamo una pianta particolarmente interessante nell’Ayurveda, antica tradizione medica indiana: Brahmi (Bacopa monnieri).
Che cos’è Brahmi
La Bacopa monnieri — in sanscrito Jalabrahmi, “Brahmi d’acqua” — è una piccola pianta perenne strisciante che predilige terreni umidi e paludosi ed è conosciuta anche come issopo d’acqua. Cresce diffusamente nel subcontinente indiano e in diverse regioni tropicali e subtropicali del mondo.
Cresce bassa, aderente al terreno, ramificandosi e formando piccoli tappeti vegetali. La sua forma offre un’immagine suggestiva: le numerose ramificazioni ricordano quasi la complessa rete attraverso cui il sistema nervoso si estende nel corpo — un’associazione evocativa per una pianta tradizionalmente apprezzata proprio per il sostegno delle funzioni mentali e del sistema nervoso.
Quando la si cerca con il nome Brahmi, tuttavia, è facile incontrare una certa confusione. Il termine, legato a Brahman e alla dimensione della coscienza nella tradizione indiana, viene infatti utilizzato anche per indicare un’altra pianta: Centella asiatica, meglio conosciuta come Gotu kola o “erba della tigre”.
Entrambe sono molto apprezzate nelle tradizioni mediche asiatiche per le loro proprietà rivolte alla mente e al sistema nervoso, e la somiglianza di alcune delle loro indicazioni ha contribuito nel tempo alla sovrapposizione dei nomi. In termini generali, nell’India meridionale il nome Brahmi viene più frequentemente associato a Bacopa monnieri, mentre in alcune regioni dell’India settentrionale può indicare Centella asiatica.
Brahmi come Medhya Rasayana
Brahmi è considerata uno dei più importanti Medhya Rasayana della tradizione ayurvedica. Ma cosa significa Medhya Rasayana? È un termine sanscrito utilizzato in Ayurveda per indicare sostanze e preparazioni tradizionalmente impiegate per sostenere l’intelletto, la memoria e, più in generale, le funzioni della mente.
Medhya – ciò che sostiene le facoltà dell’intelletto. Medhya deriva da medha, termine che non indica semplicemente l’“intelligenza”, ma comprende diverse capacità attraverso le quali la mente acquisisce, trattiene e richiama le informazioni. Possiamo riconoscere tre facoltà strettamente interconnesse:
Dhi – acquisizione e comprensione: la capacità di apprendere, comprendere e discernere ciò che viene percepito.
Dhriti – ritenzione e stabilità: la capacità di mantenere ciò che è stato acquisito, insieme alla fermezza e alla stabilità mentale.
Smriti – memoria: la capacità di ricordare e richiamare ciò che è stato precedentemente conosciuto o sperimentato.
Una sostanza definita medhya è quindi tradizionalmente considerata capace di sostenere queste facoltà della mente: acquisire, trattenere e ricordare.
Rasayana – nutrimento, rigenerazione e longevità. Nella tradizione ayurvedica, Rasayana indica un’importante branca dedicata al mantenimento della vitalità, alla nutrizione dei tessuti e alla longevità. Il termine viene spesso interpretato attraverso rasa e ayana, evocando l’idea di un percorso attraverso il quale il nutrimento viene adeguatamente trasformato e distribuito nell’organismo.
Un Medhya Rasayana può quindi essere inteso come un Rasayana rivolto in modo particolare al sostegno delle facoltà mentali e cognitive.
Brahmi è stata utilizzata per secoli nella tradizione ayurvedica come tonico della mente, per sostenere memoria e intelletto, favorendo al contempo concentrazione e attenzione e contribuendo a uno stato di maggiore stabilità e calma mentale.
È proprio questa relazione tra acquisizione, ritenzione e memoria a rendere Brahmi particolarmente interessante: ciò che comunemente percepiamo come un problema di memoria può infatti avere origine ancora prima, nel momento in cui un’attenzione instabile non permette all’informazione di essere pienamente acquisita e trattenuta.
Attenzione e memoria non sono due mondi separati
Per ricordare qualcosa occorre prima averlo percepito e registrato: una mente continuamente dispersa può quindi dare l’impressione di avere “poca memoria”. Se l’attenzione è costantemente frammentata o catturata da molteplici stimoli, il cervello può incontrare maggiori difficoltà già nella prima fase fondamentale del processo mnemonico: la codifica, ovvero la registrazione dell’informazione. In parole semplici, è difficile ricordare qualcosa che non abbiamo mai veramente “salvato”.
Attenzione e memoria sono infatti strettamente interconnesse: una buona codifica permette all’informazione di essere successivamente consolidata e, quando necessario, recuperata. Per questo motivo, ridurre il sovraccarico di stimoli e il multitasking e coltivare pratiche di presenza mentale può favorire una migliore qualità dell’attenzione e creare condizioni più favorevoli all’apprendimento e alla memoria.
Cosa dice oggi la ricerca su Bacopa
I benefici della Bacopa per il cervello e il sistema nervoso hanno attirato l’attenzione della ricerca negli ultimi anni, anche al di fuori del mondo dell’Ayurveda. Diversi studi moderni ne hanno indagato le proprietà nootropiche e neuroprotettive, in particolare in relazione alla memoria, all’apprendimento e all’attenzione.
Gli studi clinici disponibili mostrano risultati promettenti: l’assunzione continuativa di estratti di Bacopa monnieri è stata associata a miglioramenti in alcuni aspetti delle funzioni cognitive, tra cui l’apprendimento verbale, il richiamo della memoria e la velocità di elaborazione delle informazioni.
I principali composti attivi, le saponine triterpeniche chiamate bacosidi, sono studiati per le loro proprietà antiossidanti e neuroprotettive e per il loro possibile coinvolgimento nei processi di plasticità neuronale.
La ricerca preclinica sta inoltre esplorando il possibile ruolo della Bacopa nel contrastare alcuni processi coinvolti in patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. In questo ambito, tuttavia, le evidenze cliniche sono ancora limitate e non consentono di considerare la Bacopa un trattamento per queste patologie
Quando la difficoltà attentiva diventa ADHD
Avere difficoltà di attenzione può essere una condizione molto comune al giorno d’oggi e non necessariamente indica la presenza di un disturbo da deficit di attenzione/iperattività, noto come ADHD, classificato nei principali manuali diagnostici come un disturbo del neurosviluppo.
Per parlare di ADHD, diversi sintomi devono essere presenti già durante l’infanzia, persistere per almeno sei mesi, manifestarsi in più contesti e interferire significativamente con il funzionamento quotidiano. Questa condizione influisce sulla capacità di regolare l’attenzione e, a seconda della sua manifestazione, anche l’attività motoria e l’impulsività.
Al contrario, difficoltà di attenzione e memoria possono essere legate anche a condizioni molto comuni come sovraccarico di stimoli, mancanza di pause e forte affaticamento, multitasking, ansia da prestazione e carenza di sonno. In questi casi non siamo necessariamente in presenza di una condizione patologica: anche un cervello sano, sottoposto a stress, stanchezza o eccessiva stimolazione, può temporaneamente mostrare una riduzione della capacità di mantenere l’attenzione, registrare le informazioni e richiamarle con facilità.
Perché Brahmi è stata studiata nell’ADHD
Il tradizionale utilizzo di Brahmi come Medhya Rasayana e la sua particolare relazione con attenzione, memoria e capacità di apprendimento hanno portato la ricerca moderna a studiarne il possibile impiego anche nei bambini e negli adolescenti con ADHD.
Alcuni studi clinici hanno riportato risultati promettenti non soltanto sull’attenzione, ma anche su impulsività, irrequietezza, autocontrollo e capacità di apprendimento. I risultati sono interessanti, ma devono essere interpretati con cautela, considerando il numero ancora limitato di studi, le dimensioni spesso ridotte dei campioni e le differenze metodologiche.
Brahmi non può quindi essere considerata un trattamento dell’ADHD, ma rappresenta una pianta interessante nell’ambito della ricerca sulle possibili strategie di supporto alle funzioni cognitive e attentive.
Brahmi non significa soltanto “memoria”
La Bacopa monnieri è una pianta molto utilizzata nella tradizione ayurvedica per sostenere la memoria, le capacità cognitive e l’equilibrio della mente. La sua azione, tuttavia, non viene tradizionalmente ricondotta alla sola capacità di ricordare: Brahmi è apprezzata anche per favorire chiarezza mentale, concentrazione e stabilità, contribuendo al tempo stesso a uno stato di maggiore calma.
È proprio questa apparente combinazione a renderla particolarmente interessante: Brahmi viene tradizionalmente descritta come una pianta capace di sostenere l’attività mentale senza aumentare l’agitazione, favorendo una mente presente e ricettiva e, allo stesso tempo, più stabile.
È importante ricordare che Bacopa monnieri appartiene alla tradizione farmacologica ayurvedica e non va automaticamente trasposta nella farmacologia della Sowa Rigpa, che possiede una propria materia medica e utilizza prevalentemente formulazioni composte.
La sua azione può quindi essere letta in una prospettiva più ampia rispetto alla sola memoria:
attenzione → acquisizione dell’informazione → ritenzione → memoria.
Forse, allora, prima di chiederci perché non ricordiamo, possiamo domandarci quanto eravamo realmente presenti nel momento in cui quell’esperienza chiedeva di essere registrata.
